Die Post kommt an – La posta arriva

Fabio Andina in VierzigTageBuch / 30. March 2020
Die Post kommt an – La posta arriva
Originale Version auf Italienisch unten

Früh wache ich auf, die Sonne ist noch hinter dem Berg, aber die Vögel singen schon. Ich öffne das Fenster. Auf der Straße keine Autos mit Frontalieri in Richtung Lugano. Eine verhaltene Ruhe, drinnen wie draußen.
Heute leichtes Frühstück, ich ziehe meine Laufschuhe an und schlage den Weg steil geradeaus auf diesen Berg ein, der nach wie vor die Morgensonne verdeckt. Eigentlich treffe ich immer jemanden: den Nachbarn mit seinem Hund, einen Arbeiter in seinem kleinen Lieferwagen. Heute bin ich allein. Der Einzige, der zu dieser Zeit die Nase herausstreckt. Es ist Lockdown, die Leute haben Angst; zwei Schritte vor die Tür zu gehen, gilt schon als revolutionärer Akt. Bergauf ist der Rhythmus gleichmäßig, kurze, entschlossene Schritte. Das ist anstrengend, in der Aussicht auf den Wald, die Täler, die Berge kann man sich nicht verlieren. Bei jedem Schritt bleibt der Blick auf das Stückchen Boden geheftet, wo der Fuß aufsetzen wird. Unter dem Laub verborgene Steine, hervortretende Wurzeln, Löcher, im Winter Eis. Das Laufen im Gelände steckt voller Tücken. Ich will nicht, dass mir gerade jetzt etwas passiert, wo alle Notfallstationen überlastet sind und die Ärzte mir sicher vorwerfen würden, dass ich besser zu Hause geblieben wäre. 
Zurück geht’s gemächlich, bergab zu laufen, kann noch mörderischer sein, besonders für die Gelenke. Gegen eins komme ich aus dem Wald und höre nur schwachen Autolärm, es fahren wirklich fast gar keine Autos. Und treffe ein paar Menschen, die einen Spaziergang machen oder den Hund ausführen. Während meiner Abwesenheit ist das Dörfchen wieder zum Leben erwacht.
Im Briefkasten liegt ein Päckchen aus Zürich. Vom Rotpunkt­verlag. Ich weiß, was darin ist, reiße das Kuvert auf. Und ich halte ihn in den Händen, meinen Roman Tage mit Felice, druckfrisch. Ich bewundere das Cover: Drei orange Kaki liegen auf einer Granitstufe vor einer alten Haustür aus taubenblau gestrichenem Holz. Ich schließe die Augen, blättere die Seiten um, rieche daran. Ein Hersteller aus einem italienischen Verlag hat mir einmal erklärt, dass man vom Geruch auf die Qualität des Papiers und der Druckfarbe schließen kann. Tage mit Felice riecht gut, es scheint ein hochwertig hergestelltes Buch zu sein. 
Die folgenden Stunden verbringe ich im Haus, ich esse, schreibe, korrigiere die Fahnen zu einem Erzählband. Verfolge zerstreut die neusten Nachrichten auf dem Computer. Und beuge mich über ein paar Seiten von Erri De Luca, dessen minimalistischen Stil ich sehr schätze, ein Buch, das ich zum zweiten Mal lese. Dann, am frühen Abend, gehe ich nach draußen, um die von den morgendlichen 32 Kilo­metern beanspruchten Beine zu lockern. Spaziere eine Stunde auf den Wegen rundum, bis es dunkel wird. Den Tag beende ich mit einem Buch in der Hand, wieder einem anderen. Auch das lese ich zum zweiten Mal, ich hab keine neuen Bücher mehr. Entweder ich warte, bis die Buchhandlungen und Bibliotheken wieder aufmachen, oder ich muss mal online bestellen.

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Mi sveglio presto, il sole è ancora dietro la montagna, ma già gli uccellini cantano. Apro la finestra. Lungo la strada non vedo passare le macchine dei frontalieri diretti verso Lugano. C'è una tranquillità sospesa, dentro e fuori casa. 
La colazione, di solito, la faccio abbondante. Ma stamane no. La faccio leggera, calzo le mie scarpe da trail running e prendo per il sentiero che taglia dritto per dritto sul pendio di quella montagna che nasconde ancora il primo sole. Quando esco a correre, incontro sempre qualcuno: il vicino che porta a spasso il cane, un operaio col suo furgoncino. Questa volta, sono da solo. L'unico che a quest'ora ha messo il naso fuori dalla propria abitazione. C'è il lockdown, la gente ha paura, uscire a fare due passi è un atto rivoluzionario. 
Correndo in salita, il ritmo è posato, cadenzato, i passi corti e decisi. È una corsa di fatica, non ci si può certo perdere via osservando il panorama del bosco, delle vallate, delle montagne. Passo dopo passo, lo sguardo rimane concentrato sul pezzetto di terreno dove dovrò appoggiare il piede. Sassi nascosti sotto le foglie, radici esposte, buche, in inverno ghiaccio. Il trail running è pieno di insidie. Ogni tanto capita di cadere. Non vorrei infortunarmi proprio in questo momento, con i pronto soccorsi oberati di lavoro e i medici pronti a rimproverarmi che avrei fatto meglio a rimanere a casa. 
Il ritorno lo faccio a passo tranquillo, la corsa in discesa può essere più massacrante di quella in salita, specie per le articolazioni. Uscito dal bosco attorno all'una di pomeriggio, sento un debole rumore di macchine, poche per il vero. E incontro alcune persone intente a passeggiare o a portare a spasso il cane. Durante la mia assenza, il mio paesello s'è risvegliato. 
In bucalettere trovo una busta proveniente da Zurigo. Me l'ha spedita la Rotpunktverlag. So cosa c'è dentro, la apro strappando la carta. E me loFsb trovo fra le mani, il mio romanzo »Tage mit Felice« fresco fresco di stampa. Ammiro la copertina: tre cachi arancioni posati sul gradino di granito davanti a una vecchia porta di legno pitturata di celeste. Chiudo gli occhi e, sfogliando le pagine, l'annuso. Un grafico di un editore italiano mi aveva spiegato che dall'odore di un libro se ne può dedurre la qualità della carta e dell'inchiostro. »Tage mit Felice« profuma di buono, dev'essere proprio una di quelle pubblicazioni di qualità. 
Le ore successive le trascorro in casa, dove mangio e scrivo e correggo le bozze di una raccolta di racconti. Leggo distrattamente le news sul pc. Rileggo alcune pagine di un libro di Erri de Luca che adoro soprattutto per lo stile letterario minimalista, poi sul far della sera esco a sgranchire i muscoli delle gambe, carichi dei 32 Km della corsa mattutina. Cammino per un'ora nei sentieri finché viene buio. E la mia giornata finisce con in mano un altro libro. Anche questo lo sto rileggendo, non ho più libri nuovi. O aspetto che riaprono librerie e biblioteche, o ne devo ordinare qualcuno online. 


Fabio Andina, Madonna del Piano, Schweiz
Aus dem Italienischen von Daniela Koch

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